Rosso, Bianco & Sangue Blu

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“Rosso, Bianco e Sangue blu” è una fiaba moderna che narra di persone coraggiose che hanno scelto di diventare chi sono destinate a essere. Una fiaba che ci racconta del potere del vero amore, quello in grado di scardinare i limiti, le convenzioni, di annullare l’odio e unire i cuori, quell’amore in grado di lasciare la sua impronta nella Storia.

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Description

Alex e Henry.
Belli, intelligenti e carismatici.
Uno è il figlio della Presidente degli Stati Uniti d’America, l’altro un Principe in linea di successione al trono di Gran Bretagna.
Accomunati dall’essere nemici giurati, da anni si sfidano a colpi di copertine sui giornali di tutto il mondo.
Complici un Matrimonio Reale e una torta nuziale, l’incidente diplomatico è servito. Un incidente che rischia di mettere a repentaglio le relazioni internazionali tra i due Paesi coinvolti.
E allora come rimediare?
Fingere una tregua tra i due eterni rivali, anzi, un’amicizia. Un rapporto creato a uso consumo dei social e del pubblico, che, con il passare del tempo, si trasforma però in un qualcosa di diverso e molto più pericoloso di quanto Alex e Henry potessero immaginare.
Ma cosa succede quando il figlio della Presidente degli Stati Uniti si riscopre innamorato del Principe del Galles?
Nulla di buono, specie se questo sentimento evolve durante la campagna elettorale per la rielezione presidenziale.
Consapevoli dei rischi che corrono, ma determinati a frequentarsi, i due dovranno tenere segreto il loro legame. Tuttavia il pericolo è sempre in agguato e a volte basta un attimo di disattenzione per scombinare tutti i piani.
“Rosso, Bianco e Sangue blu” è una fiaba moderna che narra di persone coraggiose che hanno scelto di diventare chi sono destinate a essere. Una fiaba che ci racconta del potere del vero amore, quello in grado di scardinare i limiti, le convenzioni, di annullare l’odio e unire i cuori, quell’amore in grado di lasciare la sua impronta nella Storia.

Reviews

1 review for Rosso, Bianco & Sangue Blu

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    Valutato 5 su 5

    Antonella

    “C’era una volta un giovane principe, nato in un castello. Sua madre era un’assai colta principessa e suo padre un bellissimo cavaliere, il più temuto del reame. Quando il principe non era che un bimbo, la gente gli portava in dono tutto ciò che lui avrebbe mai potuto desiderare: le sete più preziose e le arance mature dalla serra d’inverno. A volte, lui era così felice che pensava che non si sarebbe mai stancato di essere un principe.[…]Un giorno, il padre del principe, il cavaliere, venne sconfitto in una battaglia. Una lancia squarciò la sua armatura e la sua carne, e lui restò a morire dissanguato nella polvere. Fu allora che la regina inviò abiti nuovi e un’armatura affinché il cuore esposto del principe fosse protetto e la madre del giovane acconsentì, poiché temeva che anche il cuore del figlio potesse venire squarciato. Fu così che il principe indossò quell’armatura e per molti anni credette fosse una cosa giusta. Lo credette finché non incontrò un ragazzo di un villaggio vicino, un contadino dalla sconvolgente bellezza, che gli rivolse orribili parole, le quali tuttavia fecero sentire il principe vivo, per la prima volta dopo molti anni. Il ragazzo si rivelò essere il più folle degli stregoni, capace di far comparire dal nulla oro, shottini di vodka e tartine all’albicocca, e fu allora che l’intera vita del principe si ridusse in cenere, in un luminoso sbuffo color porpora, e gli abitanti del regno sussurrarono: “Com’è possibile che ne siamo tutti così sorpresi?”

    Non dite che Rosso, Bianco & Sangue Blu è una commedia romantica; lo è, ma non è solo questo.
    Non dite che è un m/m; lo è, ma non è solo questo.
    Non dite neppure che è una favola moderna; lo è, ma non è solo questo.
    Rosso Bianco & Sangue blu è un romanzo ricco di sfaccettature, quindi per me è difficile darne una definizione che non lo svaluti.
    In alcuni frangenti mi sembrava di leggere, passatemi il termine, “un distopico”, perché gli USA che passano da Obama a una presidente donna, senza il paragrafo Trump, è un luogo che non esiste:
    idilliaco, agognato, ma inesistente.
    E già questo – sapete che soddisfazione risparmiarci Trump? – è un punto a favore del libro che ha alzato tanto il mio indice di gradimento. L’asticella è poi schizzata inesorabilmente più su, dopo solo un capitolo. Sono servite pochissime pagine per ammaliarmi e portare il kindle in ogni dove, a rubare minuti preziosi a destra e a manca per leggere di Alex e Henry.
    Inizia tutto con un “Tortagate” tra due potenze mondiali…
    Alex è il figlio della presidente degli USA e Henry è nientepopodimeno che il principe della monarchia più seguita al mondo, quella inglese, con un peso sulle spalle non indifferente dovuto all’etichetta da rispettare, una nonna ingombrante e soprattutto invadente. E queste sono le premesse e, oltre a questo, onestamente non vorrei dire null’altro, perché questa storia va scoperta pian piano e assaporata per scoprire tanti argomenti importanti che, a una lettura superficiale potrebbero sfuggire: i retaggi secolari che portano a gabbie mentali, la politica di facciata e quello che c’è dietro, la scoperta di una diversa sessualità e l’impossibilità di poterla esternare.

    «Chi cazzo avrebbe deciso che la politica deve essere tutta una menzogna, un nascondersi e un essere ciò che non si è?» «È così che ha sempre funzionato, Alex!»

    Tanti i punti toccati dalla McQuiston, e non in maniera classica eh, ma assolutamente brillante.
    Una scrittura sorprendentemente raffinata senza essere né pedante né artificiosa che ti porta a ridere e, un attimo dopo, a provare il famoso nodo in gola, a sospirare e ad arrabbiarti.
    E poi, cosa più importante, è un romanzo che dà speranza. Sì quella speranza che l’amore, se reale, se totale, se “per sempre” possa abbattere muri e tabù, anche quelli più impensabili. Ho perso il conto di quante frasi ho sottolineato, di quante volte ho letto determinati passaggi e di come non volevo finisse mai. Questo sapete quando accade? Quando un libro è perfetto, ma non solo come trama, ma anche per la cura dell’editing; un libro tradotto non sempre ha lo stesso impatto in una lingua diversa, ne ho lette di pessime traduzioni, e non è questo il caso. Lasciatemi fare allora, anche un plauso anche alla CE oltre ai dovuti ringraziamenti per averlo portato in Italia.

    “Immagino che pensare alla Storia mi porti a chiedermi come mi ci inserirò, un giorno. E anche tu. Vorrei tanto che la gente continuasse a scrivere in questo modo. La Storia, eh? Scommetto che potremmo scriverne un po’, noi due.”

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